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Contributo affitto: agevolazioni, detrazioni, bonus

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Contributo affitto 2020 agevolazioni, detrazioni, bonus. La guida per fare la domanda e ottenere il bonus affitti 2020.

Ecco l’indice dei principali argomenti di oggi:

  1. Che cosa è il fondo contributo affitto?
  2. A chi spetta il contributo affitti?
  3. Lettera richiesta riduzione o sospensione canone di locazione coronavirus
  4. Contributo affitto a quanto ammonta: bonus e requisiti
  5. Quando viene erogato il contributo affitti?
  6. Documenti per la domanda del bonus

Un modo per aiutare economicamente il tuo inquilino, è quello di fargli sapere che esiste il contributo affitto. Presi dalla frenesia della vita moderna, molte volte non abbiamo il tempo per scoprire quali sono le agevolazioni che lo Stato italiano stanzia ogni anno per aiutare quelle famiglie che non riescono a pagarsi l’affitto di casa a causa di avversità impreviste.

Che cosa è il contributo affitto?

Il bonus affitti è un agevolazione particolare che viene riconosciuto a quelle famiglie che vivono momenti di grave disagio economico e purtroppo faticano a pagare il canone di locazione, in sostanza l’obiettivo finale è quello di aiutare la famiglia a saldare l’eventuale morosità che si è creata nei confronti del proprietario di casa. Per ottenere il beneficio è indispensabile essere in possesso di determinati requisiti, individuati dal decreto anti-sfratto o fondo morosità incolpevole.

Tale fondo, costituisce un’importante opportunità a vantaggio sia dell’inquilino, sia del proprietario. Devi sapere che attraverso la presentazione della domanda di accesso al Fondo si congela anche la procedura di sfratto.

Si tratta di risorse del Fondo istituito al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con una dotazione complessiva, per il periodo 2014-2020, di 265 milioni di euro, che rappresenta uno strumento di sostegno al reddito delle categorie sociali più deboli.

Ogni anno i Comuni e il fondo nazionale sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione istituiscono un Fondo Morosità o meglio Fondo Morosità Incolpevole, tali contributi vengono istituiti con lo scopo di aiutare economicamente gli inquilini a rischio sfratto perché non riescono più a pagare l’affitto a causa di una diminuzione di reddito non imputabile alla loro responsabilità diretta.

Ogni anno il nostro Governo stanzia i contributi attraverso la Legge di Stabilità, al Fondo Morosità incolpevole, istituito presso il MIT o meglio Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, DM 102/2013 convertito nella legge 124/2013.

Le risorse assegnate al Fondo, sono ripartite annualmente tra le Regioni su proposta del Ministro dei Lavori pubblici e dal CIPE (Comitato Interministeriale Programmazione Economica) e distribuite ai Comuni. Sono I Comuni a definire le modalità di erogazione dei contributi.

L’anno scorso è stata raggiunta l’intesa sul decreto di riparto tra le Regioni di 46,1 milioni di euro a favore degli inquilini morosi incolpevoli.

Proprio per questo, gli enti sul territorio (i Comuni) tentano di aiutare con fondi pubblici, i più bisognosi, o meglio, quelle famiglie che risultano avere un diritto di accesso a tali fondi.

La somma erogata può essere usata per soluzioni diversificate: sanare l’intera morosità o parte di essa, stipulare un nuovo contratto di affitto a canone concertato per lo stesso alloggio, ottenere il rinvio dell’esecuzione dello sfratto, versare il deposito cauzionale in relazione alla stipula del contratto per un nuovo alloggio, assicurare il pagamento di un certo numero di mensilità relative all’avvio di un nuovo contratto da sottoscrivere a canone agevolato.

Come può un proprietario di casa aiutare il suo inquilino se non attraverso il contributo affitto?

Intanto, inviando il link di questo articolo all’inquilino di casa sua, poi continuando a leggere i prossimi paragrafi.

fondo-affitto-bonus-agevolazioni-detrazioni

Lettera richiesta riduzione o sospensione canone di locazione coronavirus

Il nostro studio legale ha predisposto un modello già pronto, editabile in formato word o pdf . Questo modello permetterà al conduttore di chiedere, rispettando la legge e i diritti di entrambi, la riduzione o sospensione del canone di locazione per cause imputabili all’emergenza Covid-19.

In questi giorni, molti inquilini ci hanno inviato una miriade di modelli di richiesta riduzione canone di locazione per coronavirus, chiedendo un nostro parere, ma soprattutto, se il modello fosse regolare.

Ci siamo accorti che questi modelli, fatti con il fai da te, contenenti un po di informazioni prese a casaccio, da qualche parte in rete, invocano articoli del codice civile che non rispettano le parti, ma sopratutto le disposizioni contenute nelle principali leggi (L. 392/78 – L. 431/98).

Anzi, al contrario di quello che un inquilino può pensare, con questi modelli, fatti a casaccio, si rischia di ottenere l’effetto opposto, ovvero il locatore si sentirà in dovere di dare luogo alla risoluzione contrattuale, chiedendo il rispetto da parte del conduttore, dei 6 mesi di preavviso per rilasciare, quanto prima, l’immobile occupato dalla parte inadempiente.

Quando viene erogato il contributo affitti a chi spetta?

I requisiti sono:

  • Cittadinanza italiana. Comunitaria o non comunitaria.
  • Essere residenti nel Comune e/o Regione che rende disponibile il bando
  • Essere titolare di un contratto di locazione e regolarmente registrato presso l’Agenzia delle Entrate.
  • Indice ISEE sotto una soglia stabilita dal bando.
  • Non essere intestatari di altre misure o aiuti a sostegno dell’affitto.
  • In alcuni Comuni, ma non in tutti non bisogna essere titolari o assegnatari di un appartamento appartenente all’edilizia residenziale agevolata, né proprietari di altri immobili o usufruttuari.
  • In altri Comuni ove è permesso (ogni Comune legifera in modo differente rispetto ad un altro) possono presentare domanda anche inquilini residenti in alloggi di proprietà privata e di e.r.p. che abbiano ricevuto almeno la citazione per la convalida di sfratto per morosità e che si trovino in questa situazione perché dopo la sottoscrizione del contratto di affitto sono andati incontro a una riduzione del proprio reddito (ad esempio, perdita del lavoro per licenziamento; accordi aziendali o sindacali con consistente riduzione dell’orario di lavoro; cassa integrazione ordinaria o straordinaria che limiti notevolmente la capacità reddituale; mancato rinnovo di contratti a termine o di lavoro atipici; cessazioni di attività libero-professionali o di imprese registrate derivanti da cause di forza maggiore o da perdita di avviamento in misura consistente; malattia grave, infortunio o decesso di un componente del nucleo familiare che abbia comportato o la consistente riduzione del reddito complessivo del nucleo medesimo o la necessità dell’impiego di parte notevole del reddito per fronteggiare rilevanti spese mediche e assistenziali ecc. ecc.).
  • La presenza all’interno del nucleo familiare di un componente ultrasettantenne o minore, o con invalidità accertata per almeno il 74%, o ancora in carico ai servizi sociali o alle competenti aziende sanitarie locali per l’attuazione di un progetto assistenziale individuale, costituisce criterio preferenziale per la concessione del contributo da parte del comune.
  • L’abitazione non deve rientrare nelle categorie catastali A1, A8, A9

Le domande dovranno essere compilate, a pena di nullità, sui moduli appositamente predisposti dal Comune e disponibili presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico e sulle pagine web del Comune.

Le istanze, compilate in ogni parte e debitamente sottoscritte, dovranno essere corredate, da tutta la necessaria e idonea documentazione e entro i termini disposti dagli enti.

Le modalità per presentare la domanda varia sempre dal Comune ma facciamo degli esempi

  • consegnate all’ufficio Protocollo presso l’U.R.P.;
  • inviate, e prevenute entro il termine stabilito dall’ente
  • inviate per posta elettronica certificata all’indirizzo indicato sul bando

Può essere presentata una sola domanda per ciascun nucleo familiare.

Bonus affitti quanto spetta e requisiti fondo inquilini morosi

Per sapere l’importo che spetta di diritto ai beneficiari di un dato bando, e quale domanda usare, occorre informarsi presso il Comune o la Regione di Residenza, controllando le disposizioni presenti nel testo pubblicato. Per i cittadini residenti nel Comune di Cesena si veda qui.

Le condizioni variano da bando a bando e di conseguenza da Comune a Comune, ti consiglio vivamente di rivolgersi sempre al municipio della tua Città o nel sito web o presso le associazioni di categoria o sindacali .

Il contributo viene erogato direttamente alle famiglie in difficoltà previa presentazione di una apposita domanda. Inoltre il riconoscimento del bonus avverrà attraverso graduatorie stabilite dal Comune.

Se prendiamo come esempio il bando messo a disposizione dal Comune di Cesena, fra i requisiti richiesti, è quello di risiedere nell’alloggio oggetto di sfratto da almeno un anno, e di avere un reddito Isee non superiore ai 26mila euro.

Documenti per la domanda

  1. documento d’identità
  2. Permesso di soggiorno oppure cedolino di richiesta di rinnovo in caso di permesso di soggiorno scaduto;
  3. Copia integrale del contratto di affitto in corso di validità;
  4. Copia della registrazione del contratto di affitto;
  5. Copia del pagamento dell’imposta di registro annuale o comunicazione dell’opzione della cedolare secca;
  6. Autocertificazioni, in caso di reddito pari a zero o inferiore al canone di locazione;
  7. Per i cittadini di paesi aderenti unione europea (con esclusione Italia) e per cittadini extracomunitari allegare copia certificazione di assenza proprietà immobili paese d’origine redatta ai sensi art. 1 comma 6;
  8. Copia dei documenti idonei per attestare le dichiarazioni dei casi di cui al punto
  9. Copia idonea certificazione per i cittadini non italiani che tutti i componenti maggiorenni non italiani del nucleo familiare non possiedano immobili ad uso abitativo nel Paese di origine.

Quindi caro proprietario, se hai la senzazione che il tuo inquilini si trovi in difficoltà, fagli sapere che è possibile trovare una soluzione.

Al tuo inquilino affidabile e al tuo contratto sicuro.
Miki Martinazzi


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Miki Martinazzi

Specialista e leader nel settore delle locazioni da oltre 22 anni, affianco, sostengo e consiglio i locatori e li aiuto ad affittare casa in sicurezza, spazzando via tutti i problemi di un affitto, ma sopratutto a non farsi prendere per il cu.....lo dagli inquilini. Le paure dei Locatori di essere fregati, presi in giro e di non farsi pagare l'affitto dagli inquilini sono finalmente finite grazie alle tecniche che Michele utilizza per garantire ai locatori un affitto sicuro, senza pericoli e senza sbagliare mai. Oggi migliaia di locatori hanno più tempo per la famiglia, per le loro passioni, per i loro hobby e finalmente tempo per se stessi, persino dimenticandosi di avere l'inquilino. Anzi sono i locatori che telefonano una volta al loro inquilino per sapere come sta, perché non lo sentono mai...!!! Miki Martinazzi, da oltre 22 anni affianca migliaia di locatori che vogliono uno specialista al loro fianco su cui contare SEMPRE. Attraverso la sua ultra ventennale esperienza, i costanti aggiornamenti e la continua ricerca per migliorare, Michele è diventato leader di settore e ha permesso a moltissimi locatori, di essere finalmente felici e soddisfatti, togliendo finalmente dalle loro spalle, molti problemi, perplessità e preoccupazioni. Sin dal 1996, ha collaborato per affermate Agenzie Immobiliari di Rimini, di Ravenna e di Cesena. Affrontando le sfide più difficili. Dal 1999 ad oggi, svolge l’attività professionale nell’Amata Cesena.

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