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Affitti Brevi 2019 : Airbnb, normativa e decreto crescita.

Cambia tutto nelle locazioni, in particolare negli affitti brevi 2019 e negli adempimenti fiscali correlati. Con l’entrata in vigore del Decreto Crescita D.L 34/2019 i locatori si sentiranno un pochino sollevati. Le grandi novità riguardano quei locatori che da tempo speravano in un radicale cambiamento.

Con questo decreto sono stati rivisti alcuni aspetti molto importanti che riguardano la durata e il rinnovo dei contratti a canone concordato, la cancellazione delle sanzioni per tardiva proroga o risoluzione del contratto in cedolare secca, alla tassazione dei redditi da locazione non percepiti se l’inquilino non paga, l’agevolazione della riduzione al 75% dell’IMU sugli immobili locati a canone concordato, l’istituzione a livello nazionale di una banca dati che conterrà anche gli immobili destinati alla locazione breve.
Bene, ora andiamo a vedere nel dettaglio i cambiamenti.

Con il Decreto Crescita è arrivata una rivoluzione a gamba tesa del governo, nel tentativo di mettere finalmente chiarezza sugli obblighi fiscali dei locatori, e alle norme che hanno previsto la possibilità di utilizzare anche per queste locazioni la cedolare secca. 

Ecco cosa accade ai contratti a canone agevolato

L’art. 19-bis, fornisce una interpretazione chiara in materia di rinnovo dei contratti di locazione a canone concordato. Nel caso in cui manchi la comunicazione di disdetta alla seconda scadenza contrattuale (3 anni + 2), il contratto debba essere rinnovato tacitamente, per ogni successiva scadenza, per ulteriori 2 anni.

In sostanza viene messa luce sulla buia interpretazione legislativa fino ad ora applicata in merito alla durata del rinnovo alla seconda o successiva scadenza contrattuale. Orbene con questa interpretazione, si risolve il dubbio di tanti con l’indicazione di una durata biennale del rinnovo stesso (esempio contratto 3+2 rinnovo +2+2 ecc.).

Quindi la legge ha efficacia retroattiva per tutti i contratti 3+2 stipulati a partire dall’entrata in vigore della legge 9 dicembre 431/1998, anno in cui fu approvata. Con il decreto crescita, la novità coinvolge quindi tutti i contratti agevolati, stipulati dal 1998. Pertanto badate bene ai vostri contratti e cercate di interpretarli nel modo corretto sopratutto alla luce delle novità introdotte in questi giorni

Finalmente cancellazioni delle sanzioni

Novità importante è contenuta nell’art. 3-bis introdotto dal decreto crestita 2019 la Legge di Conversione, in merito alla proroga e alla risoluzione dei contratti in cedolare secca.
 
Cancellazione dei richiami alle sanzioni precedentemente previste in caso di tardiva proroga o risoluzione di un contratto in cedolare secca.

Molti locatori si trovavano a pagare una sanzione molto alta nel caso in cui si scordassero di risolvere il contratto o di rinnovarlo (i locatori che avevano scelto il regime della cedolare secca)

In pratica, al momento di effettuare tali adempimenti (risoluzione, proroga) non sarà dovuta la sanzione, anche nel caso in cui questi, venissero presentati con molto ritardo.

Alt…. al versamento dell tasse quando l’inquilino non paga.

Solo per i contratti di locazione stipulati prima del 1° gennaio 2020, non si pagheranno le tasse in caso di morosità dell’inquilino, purché il mancato incasso sia comprovato dall’avviato procedimento di sfratto per morosità o dall’ingiunzione di pagamento.

Purtroppo con la normativa precedente, che continua a valere per i contratti in essere e per quelli che verranno stipulati prima del 01/01/2020, prevede invece che il locatore debba pagare le tasse anche sui canoni non percepiti fino al momento della conclusione del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità del conduttore.

Il locatore, quindi grazie al decreto crescita 2019, per i nuovi contratti di locazione abitativi soggetti alle nuove norme introdotte, potrà evitare di pagare le tasse sui canoni non percepiti fin dal principio del procedimento di sfratto e non dal termine.

Agevolazione della riduzione al 75% dell’IMU sugli immobili locati a canone concordato

L’articolo 3-quater introdotto dalla Legge comporta alcune semplificazioni relative alla cara IMU a beneficio dei cittadini.

•    Cancellato l’obbligo di invio del modello di dichiarazione nel quale si attesta il possesso dei requisiti per fruire delle agevolazioni a titolo di IMU e di TASI solo però nei casi di immobili concessi in comodato a parenti in linea retta.
•    L’agevolazione della riduzione al 75% dell’IMU sugli immobili locati a canone concordato “il soggetto è esonerato dalla presentazione del modello di dichiarazione che attesti il possesso del requisito, e da qualunque altro onere di dichiarazione o comunicazione“.

Dunque in caso di affitto a canone concordato non più sarà necessario fare giri a vuoto o lunghe e inutili code per presentare il modello nel Comune né la dichiarazione IMU.

Ma, c’è una nota dolente, resterà obbligatoria ai fini del riconoscimento dell’agevolazione la discussa Asseverazione rilasciata da un’associazione firmataria dell’Accordo territoriale (aspi, sunia, sicet, uniat, confedilizia ecc ecc).

Tuttavia sembrerebbe che il Comune possa accertare la sussistenza dei requisiti e la regolare presentazione dell’asseverazione.

Affitti brevi 2019 decreto crescita

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occhi aperti per il Decreto Crescita – cambiano molte cosa

Anche gli affitti brevi, quelli di durata inferiore ai 30 giorni vedono importanti cambiamenti in questo Decreto Crescita. In particolare con art. 13-quater introduce adempimenti volti a ridurre al massimo il rischio di “somme sommerse” in questo frizzante comparto.

La norma nel decreto crescita affitti brevi, prevede infatti, che i dati inseriti in apposito portale alloggiati-web (quello usato dalle strutture extra-alberghiere) obbliga la trasmissione dei dati entro le 24 ore e quest’ultimi debbano essere messi dal Ministero dell’Interno a disposizione dell’Agenzia delle Entrate, che li utilizzerà per effettuare controlli incrociati in merito agli adempimenti circa gli obblighi e a sua volta li renderà disponibili ai Comuni per accertare il versamento dell’imposta di soggiorno.

In pratica qualsiasi persona che darà in locazione breve, il proprio appartamento con questa formula deve anche provvedere all’iscrizione al sistema telematico per la comunicazione dei dati degli alloggiati alla Questura.

Istituzione banca dati affitti brevi 2019

A livello nazionale sarà istituita una banca dati che conterrà gli immobili destinati alle locazioni brevi, individuando ciascun immobile attraverso un codice identificativo univoco.

Come verrà attuata non si capisce, nelle prossime settimane lo sapremo. Nel frattempo questi adempimenti sono sospesi.

Cari proprietari le locazioni brevi finalmente hanno avuto un piccolo riconoscimento. Accontentiamoci….delle briciole

Locazioni brevi: airbnb e portali

Le persone che esercitano attività di intermediazione immobiliare e i soggetti che gestiscono portali telematici come Airbnb, mettendo in contatto potenziali conduttori in cerca di immobili e potenziali locatori che dispongono di appartamenti, case o porzione di esse da affittare, sono obbligati a pubblicare il codice che identifica univocamente questi ultimi nelle comunicazioni attinenti l’offerta e la promozione dell’immobile..

Sanzioni piuttosto severe per l’intermediario stesso (da 500 a 5.000 euro con raddoppio in caso di recidiva) per chi metterà l’inserimento del codice personale univoco, nei canali di comunicazione (portali, offerte ecc ecc)

Affitti brevi 2019 gli adempimenti

In questa novità riguardante la normativa del decreto crescita includerà sia gli immobili destinati alla locazione breve, sia quelli affittati per poche settimane o giorni.

Restiamo tutti con il fiato sospeso in attesa di vedere attuate queste grandi novità.

Evitate quindi di girare a vuoto e rivolgetevi ad un esperto per una consulenza sullo stato dei vostri contratti di locazione sopratutto in base alle nuove disposizioni indicate nel Decreto Crescita 2019 e negli affitti brevi 2019.

Nel frattempo, carissimi proprietari, evitatevi brutte sorprese e garantitevi le migliori scelte. Proteggete il vostro patrimonio immobiliare, inviate subito la vostra richiesta di consulenza personalizzata e mettete al sicuro il vostro capitale. Tantissimi miei clienti lo hanno già fatto da oltre 22 anni.

Ricorda, la tua casa vale.

Michele Martinazzi

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Miki Martinazzi

Michele Martinazzi, da oltre 22 anni sostiene migliaia di persone che cercano un esperto al loro fianco e desiderano certezze nell' affittare e vendere il bene più importante; la propria casa. Attraverso la sua ultra ventennale esperienza, i costanti aggiornamenti e la continua ricerca per migliorare, Michele ha permesso ai proprietari immobiliari di trovare, finalmente, la persona giusta. Sin dal 1996, ha collaborato per affermate Agenzie Immobiliari di Rimini, di Ravenna e di Cesena. Affrontando le sfide più difficili. Dal 1999 ad oggi, svolge l’attività professionale nell’Amata Cesena.

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